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Consulente Marketing o Aziendale?

Consulente Marketing o Aziendale?

 

“Le conoscenze devono essere condivise, per poter tutti crescere”

Mi viene naturale donare le mie conoscenze e le mie esperienze accumulate in questi anni di vita.

È così che allora capita che una serata nata per passare un paio di ore in rilassatezza a mangiare un gelato e a bere un caffè, spiegando le nozioni basi per gestire una pagina Facebook a una coppia di amici, si trasforma in un incontro come consulente aziendale per migliorare non solo il reparto marketing ma tutta la gestione della piccola azienda uni-personale degli amici.

Dal consigliare come scrivere un post a dare nozioni di Marketing il passo è piccolo

Qualche giorno prima avevo scritto sulla pagina Facebook aziendale per consigliare loro come fare i post e le sponsorizzate: l’ho fatto non tanto per fare la saccente ma perché ritenevo giusto dare una mano a chi ne aveva bisogno, così come anni fa ho ricevuto delle importanti nozioni da chi ne sapeva più di me.

“Aiutarsi per crescere insieme è una mia prerogativa sia nel lavoro che nel vivere la mia quotidianità”

Durante la serata, così come faccio per ogni cliente, ho fatto varie domande per sapere qualcosa di più dell’azienda: come è strutturata, il numero dei clienti, come fanno marketing, cosa hanno fatto finora per farsi conoscere ma soprattutto qual è il loro principale obiettivo per i prossimi 6/12 mesi.

Per conoscere cosa stanno facendo e dove vogliono arrivare, è necessario sapere un po’ di numeri e analizzarli.

Il mie suggerimento: conoscere i numeri e analizzare i dati

Ecco allora che ho suggerito per prima cosa di prendere in mano il fatturato degli ultimi 3 anni per capire quali sono i mesi in cui vi sono state delle criticità: questo serve per programmare eventuali promozioni per migliorare le entrate nei mesi critici.

Successivamente si andrà ad analizzare, con la lente d’ingrandimento, tutti i Clienti, possibilmente  progettando un CRM – gestione delle relazioni con i clienti – ad hoc per conoscere le loro esigenze e abitudini.

Se le informazioni rimangono nella mente, l’azienda non cresce

Attualmente tutte le  informazioni utili sono nella testa del mio amico che consegna bevande a domicilio: centinaia di clienti e centinaia di informazioni da trascrivere per migliorare così il lavoro dell’amico e per aumentare la fidealizzazione del cliente.

Ritengo che per crescere e per migliorare, un’azienda deve sapere da dove arriva e cosa ha fatto finora e questo passa solo attraverso i numeri: i dati parlano, ci dicono tutto se letti in chiave non solo finanziaria ma anche progettuale.

Non serve a niente conoscere il bilancio di fine anno se ti arriva a giugno dell’anno dopo. Il bilancio annuale serve per sapere se sei ancora “vivo” ma non per progettare le vendite e l’acquisizione di nuovi clienti. A giugno è già tardi.

Progettare e agire

Serve allora, a mio avviso, un’analisi accurata per i primi mesi e una progettualità attuabile, prevedendo e considerando  anche le congiunzioni negative che potrebbero crearsi ma a cui non avevamo pensato.

Pare che i miei consigli siano stati assimilati, ci vorrà del tempo ma l’importante è aver messo un po’ di buoni semi nel terreno del successo: ora serve innaffiare, sostenere e scrivere ogni evoluzione della piccola piantina che vuole crescere.